Come localizzare il software: dieci cose da fare e da evitare nel processo di localizzazione software

Ultimo aggiornamento: Marzo 23, 2020 1:37PM

Localizzazione e traduzione sono spesso considerate come processi analoghi anziché complementari. Ma, nonostante alcune sovrapposizioni, il processo di localizzazione software è molto più complesso. Adattare un prodotto o un contenuto a un mercato specifico significa modificare grafici, layout, formattazione e ogni altro elemento simile, nonché soddisfare i requisiti legali e di conformità dei dati del mercato di riferimento e prendere in considerazione le preferenze in merito a dispositivi e tendenze tecnologiche.

Con tutte le sfumature culturali da considerare, è facile sottovalutare elementi che sembrano avere poca importanza ma che invece sono fondamentali per realizzare un prodotto impeccabile per il maggior numero possibile di destinatari. Da dove iniziare? Di seguito sono illustrate alcune best practice e insidie a cui fare attenzione quando si localizza il software.

Considerate la localizzazione come una strategia.

Do approach localization as a strategy.

Per prima cosa, è importante avere le idee chiare su come la localizzazione software supporterà i vostri obiettivi olistici. Evitate problemi di localizzazione svolgendo con particolare attenzione le fasi di analisi dei requisiti e di progettazione e verificate che tutti gli stakeholder concordino per quanto riguarda lingue e mercati di riferimento, nonché problematiche specifiche di ognuno di essi.

Per avere successo in tutto il mondo, considerate la localizzazione software come una strategia e non come un’attività. Ponendovi come obiettivo l’internazionalizzazione, sarete in grado di sfruttare le opportunità del mercato senza che siano necessari interventi di modifica.

Non dimenticate la localizzazione in fase di progettazione.

Don’t forget to design with localization in mind.

Con una progettazione attenta alle esigenze di localizzazione ridurrete i ritardi ed eviterete di sforare il budget. Sono necessari codice sorgente e struttura che aiutino a prevenire:

  • Replica dei bug di origine nei file di destinazione
  • Errori di traduzione evitabili
  • Errori comuni di localizzazione software, tra cui problemi funzionali, di visualizzazione, di abbreviazione e di localizzazione eccessiva o insufficiente.

Suggerimento: per una presenza del brand coerente, usate modelli. Volete verificare se la progettazione è pronta per la localizzazione? Testate, testate e ancora testate. La pseudolocalizzazione (una forma di test per il controllo della qualità) è un processo utile che riduce i rischi mettendo in evidenza i problemi di traduzione, come le problematiche di layout dell’interfaccia utente causate da caratteri speciali o lunghezza delle stringhe.

Create una raccolta di elementi internazionalizzati.

Do build a library of internationalized objects.

Ricordate che l’internazionalizzazione favorisce la localizzazione. Creando una raccolta di elementi internazionalizzati non sarà necessaria alcuna rilavorazione per localizzare il software in più lingue. Questi elementi includono:

  • Elementi di progettazione dell’interfaccia utente
  • Funzionalità di ordinamento e ricerca
  • Supporto per caratteri multi-byte (per le lingue asiatiche)
  • Supporto bidirezionale o da destra a sinistra (ebraico e lingue arabe)
  • Formati di indirizzo, numerici di data e di valuta

Non create testi di origine troppo lunghi.

Don’t make source text too long.

Lingue diverse hanno strutture delle frasi e regole per i plurali diverse e usano quantità differenti di parole per esprimere un concetto. Riducete al minimo i problemi di traduzione con contenuti di origine chiari e concisi che includono:

  • Frasi brevi
  • Ordine delle parole standard, dove possibile
  • Nessuna frase con poche forme verbali e prevalenza di sostantivi e aggettivi (stringhe nominali)
  • Nessun sinonimo: usate un unico termine per identificare un concetto specifico
  • Nessun acronimo: gli acronimi comportano la necessità di traduzione aggiuntiva e la perdita dei significati secondari

Suggerimento: oltre a evitare sinonimi, se la lingua di origine è l’inglese non usate in modo intercambiabile nomi e verbi. In altre parole, non riutilizzate lo stesso testo in contesti diversi. Molte parole in inglese sono sia nomi che verbi, ad esempio: file, share e design. Scegliete come utilizzare un termine e mantenete la coerenza.

Progettate una struttura che consenta l’espansione del testo.

Do plan for text expansion.

La lingua inglese, ad esempio, è costituita da oltre un milione di parole mentre la maggior parte delle altre lingue ne ha meno di 500 mila. Quando i testi vengono tradotti dall’inglese verso altre lingue, è quindi probabile che le stringhe si espandano o si riducano. La frase inglese “Have a nice day!” si traduce ad esempio in tedesco con “Ich wünsche Ihnen einen schönen Tag!”, con un aumento della lunghezza del 125%. La traduzione dall’inglese alle lingue asiatiche ha l’effetto opposto.

Prevedete un’espansione almeno del 30-35% e valutate l’opportunità di usare spazi vuoti. Ancora una volta, impegnatevi a mantenere corto il testo di origine e rispettare le altre best practice per la localizzazione software relative a formattazione e scelta dei termini.

Non fate un uso improprio delle icone.

Don’t misuse icons.

Naturalmente le best practice per la localizzazione del software non riguardano solo la comunicazione testuale. Anche gli oggetti visivi hanno connotazioni specifiche a seconda della cultura. Le icone senza testo sono utili perché riducono la quantità di traduzione necessaria con una conseguente diminuzione dei costi. Ma ricordatevi che non tutti i simboli sono universali o neutri.

L’icona di una cassetta postale in Italia potrebbe ad esempio essere diversa rispetto a quella di altri Paesi. Svolgete le necessarie ricerche ed evitate immagini di mani o piedi, animali e altri simboli che in alcuni casi hanno significati imprevisti o non appropriati.

Usate la codifica UTF-8.

Do use UTF-8 encoding.

La maggior parte delle tecnologie moderne usa, per impostazione predefinita, la codifica UTF-8, il formato per Unicode più diffuso. Il dottor Ken Lunde, un rinomato esperto di elaborazione delle informazioni, descrive UTF-8 come “la prima codifica di caratteri intelligente al mondo”. Tutte le principali aziende hardware e software supportano Unicode, che è anche richiesto da standard come XML, Java e Javascript. L’uso della codifica UTF-8 semplifica la traduzione in tutte le lingue, in particolare le lingue asiatiche come cinese, giapponese, coreano e vietnamita.

Non usate testo o punteggiatura hardcoded.

Don’t hardcode text or punctuation.

Il testo hardcoded, ovvero incorporato nel codice sorgente, deve essere estratto per la traduzione al momento della localizzazione. Il vostro fornitore di servizi linguistici riesce a identificare il testo traducibile eseguendo un parser, ma è preferibile limitare al minimo le occorrenze in fase di progettazione. Usate invece file di risorse separati, ad esempio per titoli, nomi di prodotto e messaggi di errore, nonché la funzionalità di commento delle risorse per eliminare gli errori di traduzione.

Suggerimento: potreste essere tentati di concatenare stringhe separate con segnaposto, con un ordine delle parole o delle frasi hardcoded, per ridurre la dimensione di una stringa. Spesso tuttavia ciò causa errori di traduzione e di localizzazione delle stringhe in quanto l’ordine delle parole e le regole grammaticali variano da una lingua all’altra. Evitate quindi questa pratica.

Consultate un esperto di localizzazione.

Do consult with a localization expert.

Oltre agli elenchi di controllo per la localizzazione per lo sviluppo Android, iOS e Windows, il provider di servizi linguistici mette a vostra disposizione informazioni dettagliate e processi ottimizzati che vi fanno risparmiare tempo e risorse ed eliminano la necessità di rilavorazioni. Stabilite quali domande porre al fornitore di servizi prima di dare il via al processo di localizzazione software per sfruttare al meglio la relazione lavorativa.

Suggerimento: ricordatevi di mettere a disposizione del fornitore di servizi linguistici elenchi di termini da non tradurre (DNT, Do-Not-Translate) per evitare la localizzazione eccessiva o insufficiente. In entrambi i casi, una traduzione non corretta di una stringa con una funzione critica può avere ripercussioni negative sul funzionamento del software.

Non limitatevi a soddisfare le aspettative, andate oltre.

Don’t just meet expectations—exceed them.

Ogni piccolo dettaglio merita una grande attenzione. Da una semplicissima app per dispositivi mobili ai più complessi sistemi multiutente, la localizzazione è fondamentale per favorire l’adozione e le vendite del software.

Usate come riferimento il principio 80/20 per la “glocalizzazione”, ovvero soddisfare i comportamenti dei clienti globali e locali secondo un rapporto 80/20. Comprendendo a fondo i mercati locali e integrando le differenze culturali nelle fasi di progettazione e sviluppo non solo risponderete alle aspettative degli utenti, ma trasformerete anche la loro esperienza. Sviluppando software pronto per la globalizzazione fin dalla fase di progettazione, sarete in grado di sfruttare fin dall’inizio le opportunità nei mercati internazionali.

Per informazioni più dettagliate sulla localizzazione software, contattate un agente di vendita Lionbridge oggi stesso.