Come scegliere un URL multilingue

Cinque elementi da considerare per un sito web internazionale

Ultimo aggiornamento: Aprile 14, 2020 1:33PM

Quando si inizia a pianificare la traduzione di un sito web, si considerano solitamente i mercati di riferimento, le lingue in cui tradurre e la gamma di contenuti che necessitano di traduzione. E la struttura dell’URL? Per la traduzione del sito web e l’analisi SEO (Search Engine Optimization) internazionale è importante determinare la strategia da adottare per la struttura dell’URL multilingue fin dalle fasi iniziali.

Struttura e formato URL dopotutto vengono usati sia dagli utenti che dai motori di ricerca per ricavare informazioni sul vostro sito web e sul brand. L’approccio che scegliete verrà probabilmente replicato in tutti i mercati, quindi considerate le lingue di destinazione in cui prevedete di tradurre a breve termine più quelle che pensate di supportare nel giro di due o tre anni.

A scopo di brevità, questo articolo è incentrato su Google, il motore di ricerca preferito dall’80% del mondo. Per i Paesi in cui Google non è il motore di ricerca più popolare, ad esempio Cina (Baidu), Giappone (Yahoo), Corea (Naver) o Russia (Yandex), assicuratevi che il vostro partner per l’internazionalizzazione abbia l’esperienza necessaria per definire un approccio su misura per questi motori di ricerca internazionali, così da raggiungere risultati ottimali in tutti i mercati di riferimento.

Struttura di URL di un sito web multilingue

Ci sono tre approcci comuni per la creazione di strutture di domini/URL internazionali:

ccTLD (country code top level domain, dominio di primo livello nazionale) Sottodominio Sottodirectory
www.ilmiosito.it it.ilmiosito.com www.ilmiosito.com/it/

Un quarto approccio consiste nell’usare stringhe di query per determinare lingua e Paese.

Questo articolo di Google Support include ad esempio il parametro ?hl=en per indicare l’inglese, mentre ?hl=de rimanda alla versione tedesca dello stesso articolo.

https://support.google.com/webmasters/answer/40349?hl=en
https://support.google.com/webmasters/answer/40349?hl=de

Esaminiamo i vantaggi e gli svantaggi degli approcci basati su ccTLD/gTLD (domini di primo livello nazionali/domini di primo livello generici), sottodomini e sottodirectory in relazione a:

  1. Impatto locale del brand
  2. Vantaggi SEO
  3. Configurazione e manutenzione
  4. Costi
  5. Hosting e reti per la distribuzione di contenuti

Iniziamo con una breve panoramica di ogni approccio.

Nomi di domini di primo livello nazionali (ccTLD)

Amazon.es

I nomi di domini di primo livello nazionali o ccTLD (country code top level domain) sono considerati da molti l’opzione migliore per i siti web localizzati e sono legati a un Paese specifico, ad esempio .de per la Germania o .cn per la Cina.

Secondo Google, un dominio ccTLD comunica in modo più evidente ai visitatori e ai motori di ricerca che un sito web è destinato a un Paese specifico e fornisce inoltre alcuni vantaggi in ambito SEO per il mercato di riferimento. Dalle ricerche emerge inoltre che in molti Paesi gli utenti fanno acquisti con maggiore frequenza nei siti web con un dominio ccTLD.

Uno svantaggio: anche se sono disponibili, i domini di tipo ccTLD devono essere acquistati e gestiti in ogni mercato. L’approccio basato su domini di primo livello nazionali è l’opzione migliore per una grande azienda che ha risorse da investire. Amazon, ad esempio, integra il codice del Paese addirittura nel logo per ogni mercato.

Nomi di domini di primo livello generici (gTLD)

Un nome di dominio di primo livello generico (gTLD) non è legato a un Paese specifico, ma associato invece a una determinata classe di dominio, tra cui i domini di primo livello originali (e molto ambiti) come .com per le imprese commerciali, .org per le organizzazioni no profit ed .edu per il settore dell’istruzione.

Negli ultimi anni sono stati introdotti centinaia di nuovi domini di tipo gTLD, costituiti in genere da tre o più caratteri (ad esempio .shop, .biz e .info).

Sottodomini

fr.hotels.com

Un sottodominio è un’aggiunta al nome di dominio principale, che aiuta a organizzare il sito web la navigazione nelle sue diverse sezioni. Se, ad esempio, il vostro nome di dominio di primo livello fosse prodotto.com, il sito per il tedesco si troverebbe nel sottodominio de.prodotto.com.

Potete creare più sottodomini o domini figlio del dominio principale e la struttura dell’URL semplice e accattivante rappresenta una soluzione facile e veloce per creare pagine per un Paese o una lingua specifica.

Sottodirectory

samsung.com/es/

La sottodirectory, detta anche sottocartella o subdir, rappresenta la tecnica usata più comunemente per creare siti web multilingue ed è costituita da una parte dell’URL che punta a un sottoinsieme di contenuti specifico. In un sito multilingue ogni lingua è una sottodirectory del sito e le singole directory si trovano a destra del dominio. Ad esempio, www.sitodiesempio.com/de-de è per i tedeschi, mentre www.sitodiesempio.com/fr per i francesi.

Pro e contro degli approcci agli URL multilingue

Vediamo ora le implicazioni generali di ogni approccio agli URL in base ai criteri identificati in precedenza: rilevanza locale del brand, SEO, configurazione e manutenzione, nonché costi.

Impatto sulla rilevanza locale del brand

ccTLD:

  • Ha un impatto elevato e trasmette un ottimo livello di fiducia

Sottodominio:

  • Ha un impatto medio e trasmette un livello medio di fiducia

Sottodirectory:

  • Ha un impatto minimo e trasmette poca fiducia a meno che il brand non sia ben noto nel mercato

Influenza in ambito SEO

ccTLD:

  • Indica agli utenti e ai motori di ricerca che il sito web è rivolto a un Paese specifico
  • Può essere facilmente tracciato con la maggior parte degli strumenti di analisi web
  • Ogni sito web può essere ospitato nel Paese per migliorare ulteriormente le analisi SEO multilingue
  • Non trae alcun vantaggio dai siti nelle altre lingue in quanto ogni sito è autonomo

Sottodominio:

  • Indica agli utenti che il sito web è rivolto a un Paese specifico, mentre i motori di ricerca richiedono il geotargeting di Search Console
  • Può essere facilmente tracciato con la maggior parte degli strumenti di analisi web
  • Ogni sito web può essere ospitato nel Paese per migliorare ulteriormente le analisi SEO
  • Ogni sito web gode di vantaggi limitati legati alla popolarità del dominio radice

Sottodirectory:

  • Indica agli utenti il Paese di riferimento solo in minima parte, mentre i motori di ricerca richiedono il geotargeting di Search Console
  • Il tracciamento risulta complesso con la maggior parte degli strumenti di analisi web
  • Tutti i siti sono ospitati nello stesso server e ciò ostacola i miglioramenti SEO
  • La popolarità del domino rappresenta un vantaggio per i siti in tutte le lingue

Effetti su configurazione e manutenzione

ccTLD:

  • Complesso da distribuire
  • Richiede che siano disponibili tutti i domini
  • Può richiedere un processo di registrazione diverso in ogni Paese e attività di configurazione e manutenzione distinte per ogni sito

Sottodominio:

  • La distribuzione del geotargeting di Search Console è relativamente facile

Sottodirectory:

  • La distribuzione è estremamente semplice
  • Le spese di manutenzione o configurazione aggiuntive sono limitate
  • Richiede la gestione di una directory distinta per ogni lingua

Implicazioni sui costi

ccTLD:

  • Costi elevati
  • Ogni dominio può richiedere costi di registrazione, configurazione e manutenzione separati
  • Può richiedere la presenza fisica o imporre altri requisiti

Sottodominio:

  • Costi moderati
  • Richiede l’acquisto di un dominio di primo livello a meno che non se ne usi uno esistente
  • I costi aumentano se ogni sottodominio viene ospitato in un mercato separato

Sottodirectory:

  • Costi contenuti
  • Richiede l’acquisto di un dominio di primo livello

Hosting e reti per la distribuzione di contenuti (CDN)

Altri aspetti importanti sono l’hosting del sito web e l’uso di reti per la distribuzione di contenuti (CDN). Le reti CDN sono diventate molto popolari negli ultimi anni, soprattutto nelle aree con infrastrutture meno sviluppate e accesso a Internet più lento, per rispondere alla richiesta degli utenti di un accesso più veloce ai contenuti online.

Sebbene nessuno sappia esattamente come vengono classificati i siti web dai motori di ricerca, sappiamo che Google penalizza i siti più lenti. E, ovviamente, un’esperienza utente migliore si traduce in un minor livello di bounce rate, un maggior numero di pagine visualizzate e conversioni più numerose. Con la sempre maggiore attenzione rivolta da Google all’esperienza utente, aumenta anche l’importanza dell’hosting all’interno del Paese e delle reti CDN.

Quali scelte fanno i migliori siti web?

John Yunker di ByteLevel Research, un analista del settore, produce un report annuale con i migliori siti web internazionali del mondo. Abbiamo analizzato i primi dieci siti web del documento 2020 Web Globalization Report Card per capire quali strutture di URL multilingue usano:

Wikipedia Sottodominio
Google* ccTLD
Microsoft Sottodirectory
Nestle Sottodirectory
Philips ccTLD
Cisco Sottodirectory
Adobe Sottodirectory
Airbnb ccTLD
Nivea Sottodirectory
Uber Sottodirectory
*Google Search usa i domini di tipo ccTLD (ad esempio, Google.co.uk), mentre Google Support usa parametri di query.

Cosa ci dice questa tabella? Come vedete, queste organizzazioni usano best practice diverse per la struttura di URL del sito web, ma l’approccio basato su ccTLD è il più comune. Si tratta di un risultato ovvio in quanto parliamo di organizzazioni di grandi dimensioni con la possibilità di investire in una soluzione che richiede molte risorse. La scelta delle sottodirectory resta tuttavia probabilmente l’approccio più comune nel web. Questo perché molte aziende hanno budget più ristretti e limitati.

Quando è il momento di scegliere la struttura di URL per i siti web internazionali non preoccupatevi. Usate queste informazioni comparative per determinare la struttura di URL più appropriata per il vostro sito web multilingue in base alla strategia del brand e al budget.

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